Iran: Proteste E Scioperi – Società In Crisi Per La Mancanza Dei Mezzi Di Sussistenza; Governo In Crisi Di Legittimità

Di Mahmoud Hakamian

Le proteste ed i scioperi in corso in Iran sono diventati fattori importanti e significativi per le questioni sociali e politiche.

Sotto il dominio di un regime oppressivo, monopolistico, ed indisponibile a collaborare, è inevitabile che queste proteste e questi scioperi vengano considerati politici o, come afferma il regime, una minaccia alla sicurezza; e più crescono in frequenza ed intensità (come sta accadendo da Gennaio), più cresce il potenziale per sovvertire il regime.

Come è stato osservato da diversi esperti, analisti e funzionari governativi, il popolo è infuriato perché la ricchezza e le risorse nazionali vengono spesi per i malevoli interessi del regime. Il popolo è comprensibilmente frustrato dai ritardi nei pagamenti, dalla lotta per il cibo e dagli altri conseguenti problemi che minacciano la loro stessa sopravvivenza; in simili condizioni, del tutto inadeguate, non hanno altra scelta che protestare e scioperare per dar voce ai loro bisogni.

Sono diverse le osservazioni che si possono fare guardando a queste proteste ed a questi scioperi, e si possono riassumere con:

1. La fine degli evidenti tentativi del regime di reprimere le proteste
2. L’organizzazione di manifestazioni, principalmente mediante mezzi di comunicazione online
3. La tuttora in corso espansione delle proteste e la loro trasformazione in contestazioni di maggiore entità
4. La persistenza delle proteste e degli scioperi
5. L’impressionante ruolo delle donne in tutti i raduni
6. La crescente politicizzazione degli slogan negli anni, e la richiesta di una ristrutturazione del governo

Ciò di cui siamo testimoni in queste proteste ed in questi scioperi è che la maggioranza dei gruppi sociali ha perso le speranze che nutriva nei confronti del regime e sta ora domandando la sua sovversione.

La persistenza di queste manifestazioni è indice di una società in crisi per la mancanza dei mezzi di sussistenza e di un governo in crisi di di legittimità.

I movimenti civili, sociali, culturali, economici e politici che stanno avendo luogo sono il tentativo del popolo di reclamare il suo diritto ad una vita confortevole ed alla libertà di scelta.

Le recenti crisi, dall’accordo sul nucleare alle sfide economiche, passando per i conflitti interni ed i fallimenti in Yemen ed in Siria, hanno portato il regime ad un ovvio impasse.

Il regime deve ora scegliere se piegarsi alle richieste degli iraniani ( sia all’interno che fuori dal paese) o se continuare ad essere il bersaglio di sempre più forti proteste.

La verità è che queste proteste non faranno nient’altro che continuare ad espandersi e porteranno alla fine al rovesciamento della dittatura clericale, che è la radice di tutti i problemi esistenti.

Come appare chiaro dagli sforzi compiuti in questi 37 anni, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) condivide questo obiettivo (ovvero la distruzione del regime) con gli altri iraniani, che stanno domandando un immediato cambio di regime, come risulta evidente dalle manifestazioni in corso.

Per portare a compimento gli sforzi degli iraniani, il CNRI terrà un grande raduno, che alcuni definiscono la “galassia di tutte le rivolte”, il 30 Giugno, a Parigi. Quest’evento mostrerà al mondo intero che tutti gli iraniani hanno un comune obiettivo, e ricorderà anche che l’unico modo per affrontare gli attuali problemi è rovesciare il regime e supportare la sua sostituzione con un valida alternativa democratica.

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