Iran: Maryam Rajavi Saluta La Popolazione E I Martiri Di Kazerun, Chiede Una Missione Di Indagine Dell’ONU

La rivolta in Iran – N. 158
Nonostante la crudele repressione del regime, i residenti di Kazerun hanno continuato con le loro proteste e manifestazioni
Il popolo di Kazerun è sceso di nuovo in piazza questa mattina, giovedì 17 maggio 2018, in protesta contro le atrocità commesse dal regime clericale la scorsa notte. I manifestanti sono stati nuovamente attaccati dalle forze di sicurezza dello Stato e sono scoppiati scontri.

Gli spari e le tensioni sono continuati in tutta la città.
Mercoledì notte, l’intelligence del regime e le forze di sicurezza dello Stato hanno aperto il fuoco sulla gente, uccidendo alcune persone che protestavano contro l’arresto di numerosi giovani della città. Altri sono stati feriti o arrestati. Almeno due persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco, in base a notizie dall’interno dell’Iran.
Il presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran, la signora Maryam Rajavi, ha salutato gli eroici martiri di Kazerun e la popolazione coraggiosa e in lutto della città. Ha chiesto l’immediata liberazione degli arrestati e ha esortato i suoi compatrioti a correre in aiuto dei feriti. La signora Rajavi ha anche chiesto l’invio di una delegazione investigativa delle Nazioni Unite e di un rappresentante dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani per esaminare la situazione in prima persona.
Sulla scia degli attacchi criminali del regime mercoledì sera contro la popolazione indifesa di Kazerun, il quartier generale sociale dell’OMPI all’interno dell’Iran ha invitato gli abitanti di Kazerun e delle città vicine a correre in aiuto dei feriti e delle vittime e a sostenere gli arrestati.
Il regime iraniano ha disconnesso l’accesso di Kazerun a Internet e ai social media dalla scorsa notte per impedire la diffusione delle notizie sulla rivolta della città. Tuttavia, gli scontri successivi sono stati così vasti che i funzionari e i mezzi di informazione del regime hanno dovuto ammettere queste proteste.
Hadi Pajouhesh Jahromi, delegato del governatore di Fars per le questioni politiche e di sicurezza, ha ammesso che nove persone sono rimaste ferite negli scontri la notte del 16 maggio 2018 e che una di esse è deceduta in ospedale. Ha aggiunto: “Questa mattina (giovedì) anche un certo numero di persone, alcune delle quali hanno portato armi fredde, hanno iniziato a radunarsi. Hanno attaccato le forze di sicurezza dello Stato e hanno dato fuoco a due veicoli della polizia” (agenzia di stampa IRNA, 17 maggio 2018).
Paradossalmente, il governatore della provincia di Fars, Esmael Tabadar, aveva in precedenza proclamato: “La situazione in questa città è completamente sotto controllo” e “ci sono solo scaramucce sparse”. Ovviamente sconvolto dalla diffusione di rapporti sulle proteste a Kazerun, Tabadar ha esortato i residenti “a ignorare e non fidarsi delle notizie trasmesse da social media e da reti straniere sugli incidenti” e “seguire le notizie più recenti solo attraverso agenzie di stampa e media ufficiali” (Agenzia di stampa statale ISNA, 17 maggio 2018).
L’agenzia di stampa statale Fars, affiliata al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC), ha riferito: “Un uomo è stato ucciso e sei sono rimasti feriti a seguito degli scontri della scorsa notte a Kazerun … Nuerose proteste si sono svolte a Kazerun negli ultimi due mesi. È stato stimato che oltre 5.000 persone hanno preso parte ad alcune di quelle proteste”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
17 maggio 2018

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