Iran – Le Proteste Degli Insegnanti Attraversano Tutto Il Paese: “Liberate I Prigionieri Politici”

Rivolta iraniana- N.152

La mattina di oggi, Giovedì 10 Maggio, insegnanti ed ex insegnanti ora in pensione hanno organizzato raduni in protesta contro i salari bassissimi, contro il difficile sostentamento e contro la mancata concessione delle sovvenzioni, inclusa un’efficiente assicurazione sanitaria, contro la mancanza della sicurezza del posto di lavoro e contro la mancata presa in considerazione delle loro richieste.

I raduni si sono tenuti in almeno 132 città, in diverse parti del paese, tra cui Teheran, Arak, Qazvin, Zanjan, Kermanshah, Isfahan, Homayoun Shahr, Shiraz, Mamasani, Shahreza, Shahrekord, Mashhad, Bojnourd, Birjand, Kazeroun, Saghez, Baneh, Sanandaj, Dehgolan, Marivan, Mahabad, Ghorveh, Ziviah, Divandareh, Tabriz, Rasht, Sari, Khoram Abad, Behbahan, Bandar Abbas, Bushehr and Hamedan.

A Teheran il raduno si è tenuto di fronte al parlamento e all’Organizzazione per la Pianificazione ed il Bilancio del regime; i manifestanti hanno intonato slogan come ”Un’assicurazione efficiente è un nostro diritto inalienabile” e ”Gli insegnanti incarcerati devono essere liberati.” Gli insegnanti brandivano cartelli con scritto: “Insegnanti, lavoratori, studenti: uniti”; “Un salario superiore alla soglia di povertà è diritto degli insegnanti”; “Pane, lavoro, libertà, equo accesso alla formazione”; “Il libero accesso ad un’equa e libera istruzione è diritto di ogni bambino”. Le forze repressive hanno attaccato il raduno per disperdere la folla ma i manifestanti li hanno contrastati al grido di: “Le nostre grida sono dovute a tutta questa ingiustizia”. Nell’attacco dodici presone sono state arrestate e diverse altre sono rimaste ferite. L’occhio di un’insegnante è stato strappato a causa della severità dei colpi. Nel tentativo di contenere la diffusione della notizia del raduno di protesta, i mercenari hanno percosso i partecipanti ed hanno sequestrato i loro cellulari.

Le proteste degli insegnanti si sono tenute davanti alla Direzione Generale per l’Istruzione di diverse città del paese.

A Kazeroon gli insegnanti si sono riuniti intonando: ”L’insegnante è disposto a morire ma non accetta la discriminazione”; “Gli insegnanti imprigionati devono essere liberati”. Su uno dei cartelli compariva la scritta: “Il posto dell’insegnate è un’aula non il carcere.”

A Sari gli insegnanti hanno organizzato un raduno ed hanno intonato gli slogan “Liberate gli insegnanti imprigionati” e “Stipendi sopra la soglia di povertà sono diritto degli insegnanti dei pensionati”, come anche “Scuole standard sono un diritto di insegnanti e studenti.”

A Mamasani gli insegnanti brandivano cartelli con scritto: “Il posto di un’insegnante è in un’aula non in un’agenzia di viaggi.”

Ad Hamedan i cartelli degli insegnanti recavano le scritte: “ I nemici degli insegnanti sono i nemici di questo paese.”

Ad Isfahan gli insegnanti gridavano: “L’insegnante è sveglio ed odia la discriminazione e la povertà”; “I nostri salari sono pagati in Rial, ma i prezzi sono in Dollari”; “Non vogliamo un ministro incompetente”. I manifestanti mostravano cartelli con la scritta: “Domandiamo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione (etnica, di genere, religiosa, di classe) dalla struttura del sistema educativo”; “Forme di organizzazione libere ed indipendenti sono un nostro diritto”. Hanno anche domandato un’istruzione libera, equa e di alta qualità.

A Marivan i cartelli degli insegnanti condannavano la repressione dei raduni degli insegnanti a Teheran.

A Mashhad gli insegnanti avevano tra le mani cartelli con scritto: “Stop alla privatizzazione dell’educazione”. Domandavano educazione gratuita fino alla fine della scuola secondaria di secondo grado e lo sviluppo della formazione superiore nel paese.

A Kermanshah i cartelli dei manifestanti recavano la scritta: “Un’organizzazione indipendente è un nostro diritto inalienabile”. Hanno definito la mancanza di attenzione nei confronti dell’educazione la causa della povertà, dell’ingiustizia, della discriminazione e dell’appropriazione indebita.

A Shiraz, riferendosi alla difficoltà di sostentamento degli insegnanti e all’orribile condizione in cui versa l’educazione, gli oratori hanno definito i funzionari “ladri”.

A Bushehr gli insegnanti hanno organizzato una simbolica cerimonia funebre in commemorazione della defunta educazione, denunciandone la distruzione ad opera del governo.

A Khorramabad sui cartelli compariva la scritta: “Gli insegnanti hanno diritto ad un’assicurazione efficiente.”

A Bojnourd gli agenti delle forze repressive hanno circondato il raduno per impedire che venissero riprese immagini dello stesso.

Porgendo i suoi saluti agli insegnanti in pensione, la Resistenza Iraniana si appella al popolo, soprattutto ai giovani, affinché mostrino la loro solidarietà agli insegnanti, deprivati dei loro più basilari diritti e costretti a vivere in condizioni molto difficili. L’unione di tutti i settori oppressi della società garantirà la liberazione dell’Iran dal tormento del regime dei mullah e l’instaurazione della democrazia, della libertà e del benessere di tutto il popolo iraniano.

ncr-iran.org

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